L’Odissea di Marmo ritrovata nella grotta di Tiberio

I gruppi scultorei dell’Odissea di Marmo, sono stati ritrovati, nell’antro di Tiberio, in migliaia di frammenti, durante gli scavi per la costruzione della nuova strada litoranea Flacca, nel 1957. Le statue a soggetto Omerico che possiamo ammirare al Museo Archeologico di Sperlonga, sono il frutto di un lungo lavoro di restauro non ancora compiuto.

Per il momento si sono identificati quattro gruppi principali raffiguranti le imprese di Ulisse:

  • L’assalto di Scilla alla nave di Ulisse e l’uccisione di sei compagni soffocati dalle spire serpentine.
  • L’accecamento del ciclope Polifemo da parte dell’eroe e di alcuni compagni.
  • Il Ratto del Palladio, da parte di Ulisse e Diomede, dal tempio troiano di Atena.
  • Ulisse che solleva il cadavere di Achille.

Un’ Odissea di marmo che costituisce una delle testimonianze più affascinanti per la conoscenza del mito di Ulisse nell’arte antica. E’ probabile che tutti i gruppi siano opera di tre famosi scultori di Rodi: Atenodoro, Agesandro, e Polidero. Gli stessi che realizzarono il celebre Gruppo del Laocoonte, conservato nei Musei Vaticani dal 1506. 

Il Gruppo di Scilla

Al centro del bacino circolare della grotta di Tiberio a Sperlonga si trova il Gruppo di Scilla e Ulisse. Il Gruppo di Scilla, facente parte dell’Odissea di Marmo, è scolpito in un unico blocco di marmo di dimensioni 2,50 x 2,70. E’ l’opera più grandiosa mai realizzata su questo tema e il gruppo più complesso creato nell’antichità.

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Nell’Odissea si racconta il viaggio di ritorno di Ulisse a Itaca. Tra le disavventure che Ulisse ha dovuto affrontare c’è l’assalto di Scilla alla nave e la conseguente perdita di sei compagni.

Il mostro marino Scilla …

Scilla era un mostro marino che viveva nello stretto di fronte a Cariddi. L’essere mostruoso uccideva tutti i naviganti che si avventuravano con le loro navi in prossimità della sua caverna. Scilla, nel gruppo dell’Odissea di marmo, è ritratta con torso femminile nella parte superiore. Nella parte inferiore del corpo ha sei tentacoli terminanti con teste canine delle quali se ne conservano cinque e un frammento della sesta. Il mostro marino marino ha una cresta di drago sul dorso e due lunghe code anguilliformi che partono dai glutei.

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… Ulisse e i suoi compagni

La scultura rappresenta un vero groviglio di uomini. I compagni di Ulisse sono rappresentati con grande movimento, mentre cercano di liberarsi per sfuggire alle fauci canine del mostro. I sei tentacoli terminanti con le teste canine rappresentano figurativamente momenti diversi di una stessa azione: il primo compagno di Ulisse viene buttato in acqua, il secondo sta cadendo, il terzo è in acqua e il quarto è tirato su: si tratta dell’illustrazione di una sequenza. Mentre gli altri due sono già morti.

Scilla è raffigurata nel gesto di afferrare per i capelli il timoniere, che è ancora aggrappato alla nave. L’intento di Scilla è quello di trascinarlo in acqua, ma la sua mano urta contro il tavolo a cui si aggrappa il marinaio. Ulisse, in tutta la sua imponenza, si trova sul ponte della nave. L’eroe cerca di colpire il mostro con una lancia o con una lunga spada o forse di afferrare il timone per far divincolare la nave. Proprio sul timone sono scritti i nomi dei tre artisti che realizzarono l’opera.

Nel Museo Nazionale di Sperlonga, sulla parete dietro la statua si possono leggere i versi in greco dell’Odissea che si riferiscono a questo episodio:

Ed ecco Scilla mi prese dalla concava nave sei compagni che erano i migliori per forza di braccia

Il Gruppo di Scilla è la copia in marmo di un originale bronzeo, di età Ellenistica, situato a Costantinopoli innalzato sulla spina dell’ippodromo.

Il Gruppo di Polifemo

La statua dell’accecamento di Polifemo si trovava nella nicchia che si trova in fondo al ninfeo con cascate e giochi d’acqua nella grotta di Tiberio a Sperlonga.

Il gruppo scultoreo, dell’Odissea di Marmo, è di dimensioni colossali. Oggi è stato ricostruito nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, con un calco in gesso e resina. Affiancati dai resti originali ritrovati durante gli scavi. La ricostruzione ha integrato le parti mancanti per mostrare come doveva apparire il gruppo originariamente. Il calco è stato realizzato sulla base dei frammenti ritrovati, distinguendoli da quelli aggiunti con tonalità cromatiche diverse.

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Il colossale gruppo rappresenta il famoso momento dell’Odissea in cui Ulisse, con l’aiuto di due compagni, lancia un palo nell’occhio del gigante che giace addormentato e ubriaco. Un terzo compagno regge l’otre di vino che ha reso Polifemo ubriaco.

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Ulisse è arrampicato sul corpo del gigante. E’ vicino alla testa del ciclope per assicurarsi che la punta incandescente del palo, retto da due compagni più in basso, colpisca esattamente l’occhio. L’eroe, si differenzia dagli altri marinai, perché è vestito con una corta tunica e un mantello. Inoltre i testa porta il pileus, cioè il tipico berretto conico che lo caratterizza. La sua testa mostra evidenti affinità con quella del celebre Laocoonte situato nei Musei Vaticani. Realizzati dagli stessi scultori di Rodi, come testimonia un’iscrizione frammentaria trovata a Sperlonga. Il tema di quest’opera appare per la prima volta nell’arte romana, per divenire poi un classico delle grandi residenze imperiali.

Il Ratto del Palladio

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Il Ratto del Palladio è narrato nella piccola Iliade e ripreso nella Metamorfosi di Ovidio. Il gruppo scultoreo costituito da due soli personaggi si trova sul lato sinistro del bacino all’ingresso della grotta di Tiberio.

Il gruppo scultoreo, dell’Odissea di Marmo, rappresenta Ulisse e Diomede che fuggono da Troia dopo aver rubato il Palladio. Una piccola statua di Atene che avrebbe privato la città della protezione divina. Qui viene raffigurato il momento in cui Ulisse estrae la spada avvicinandosi al compagno Diomede che aveva preso il Palladio prima di lui. Anche a questo gruppo di marmo mancano alcune arti.

 

 

 Ulisse e Achille: Il Pasquino

Il gruppo scultoreo denominato Il Pasquino si trova sul lato destro del bacino all’ingresso della grotta di Tiberio. E’ composto da due soli personaggi. La scena raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi a dare maggiore rilievo alla figura di Ulisse nella vicenda del recupero delle spoglie di Achille, di cui è protagonista, secondo il racconto omerico, Aiace.

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Il  gruppo rappresenta Ulisse che trascina fuori dalla mischia del combattimento il corpo di Achille. Il piede di Achille, rappresentato con una innaturale distorsione, mostra la ferita al tallone che ne ha causato la morte. Nell’antro di Tiberio sono stati ritrovati solo la testa e il braccio sinistro di Ulisse, mentre di Achille le gambe con il tallone ferito appoggiato al terreno. Sull’elmo di Ulisse sono rappresentate le scene del combattimento tra Eracle e il Centauro.

Visto che non esisteva alcuna statua greca che rappresentava la scena, gli scultori scelsero come modello un gruppo bronzeo che raffigurava Menelao e Patroclo, ne rimangono una a Firenze sotto la Loggia dei Lanzi, e una a Roma, la cosiddetta statua parlante del Pasquino posta ad un angolo di Palazzo Braschi.

 

Ganimede dell’Odissea di Marmo

La scultura di Ganimede è posta in alto, sopra l’apertura della grotta, su un plinto inclinato di circa 15 cm in avanti. La statua rappresenta Ganimede, il bel principe troiano rapito dall’aquila di Zeus, di cui aveva suscitato l’amore, e portato sull’Olimpo per divenire il coppiere degli dei.

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La statua, diversamente dalle altre, è stata realizzata in pavonazzetto, un tipo di marmo con intense venature violacee. Invece la testa di Ganimede è realizzata con un marmo bianco. La statua è stata parzialmente ricomposta all’interno del museo. Invece,  la copia in resine e marmo di questo gruppo scultoreo è stato posto, con un elicottero dei Carabinieri, al suo posto originale, come detto sopra sull’ingresso della grotta di Tiberio.

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