Duomo di Teramo – Basilica Cattedrale

Nel cuore della città di Teramo si erge Il Duomo di Teramo anche detto Basilica Cattedrale intitolato a Santa Maria Assunta.

Il Duomo di Teramo fu edificato nel 1158 per volere del vescovo Guido II per dare nuova dimora alla reliquia di San Berardo, dato che la Cattedrale di Santa Maria era stata distrutta tre anni prima.

Conclusa e consacrata nel 1176, la Cattedrale era stata costruita in stile romanico. L’interno era diviso in tre navate con presbiterio rialzato, il soffitto si presentava con capriate e il tiburio aveva pianta ottagonale; la facciata era a salienti.

Parte del materiale lapideo fu prelevato dagli adiacenti teatro e anfiteatro romano, di quest’ultimo fu addirittura demolita la parte nord-occidentale per far posto alla nuova cattedrale. Le pietre lavorate sono inserite e attualmente visibili nelle mura del duomo.

Duomo-dal-corso-vecchio-di-seraCredit immagine

Il Duomo di Teramo fu ampliato nel trecento e, dal quattrocento ad oggi, è stato oggetto di numerosi interventi.

Nel corso del 1300 l’allora vescovo degli Arcioni  fece trasformare profondamente l’edificio, prolungandolo nella parte settentrionale con un nuovo corpo  in stile gotico con slanciate arcate ogivali.

Nel corso del ‘400 la facciata prese una forma rettangolare e sulla sommità del portale venne collocato un timpano triangolare di stampo gotico nel quale si incastra un’apertura rotonda contenente la statua raffigurante il Redentore.

Ai suoi lati sono poste altre due edicole che racchiudono le statue del Battista e di San Berardo.

Una nuova profonda trasformazione per il Duomo di Teramo avvenne nel Settecento  quando il vescovo Tommaso Alessio de’ Rossi decise di adeguare la cattedrale al gusto barocco dell’epoca ed alle mutate esigenze del culto; l’evidenza della trasformazione artistica di questo periodo si esprime soprattutto nella costruzione della cappella di San Berardo.

Nel corso del ‘900 le tendenze dell’epoca fecero sì che si lavorò per riportare la cattedrale al suo aspetto originario in stile romanico.

duomo di teramoCredit immagine

Il Duomo di Teramo assume un valore anche per il patrimonio artistico che custodisce al suo interno.

La visita al luogo merita soffermarsi sull’altare maggiore con il famoso paliotto d’argento dorato, massima espressione dell’artista Nicola da Guardagrele che lavorò dal 1433 al 1448 per realizzarlo.

È costituito da trentacinque lamine d’argento sbalzate e cesellate, fissate in quattro file orizzontali su un supporto di legno, e raccordate tra loro agli angoli da 22 tessere romboidali a smalto traslucido vivacemente colorate.

Il tutto è racchiuso in una cornice d’argento che, secondo un’iscrizione, risale ad un restauro del 1734.

Al centro è rappresentato un Cristo Redentore affiancato dagli evangelisti e da quattro dottori della Chiesa, le altre narrano la vita di Gesù dall’Annunciazione alla Pentecoste.

Paliotto_argenteo_Duomo_TeCredit immagine

Un altro elemento di pregio artistico è il polittico di Jacobello del Fiore elaborato su sedici tavole, disposte su due file lussuosamente incorniciate.

Infine, vanno menzionati il crocifisso ligneo del ‘300 e, dello stesso periodo, l’opera realizzata su legno della Madonna del “Maestro della Santa Caterina Gualino” dove si osserva la Vergine, con singolare taglio orientale dello sguardo, con il Bambino.

La torre del Duomo di Teramo

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La torre che si trova alla destra del Duomo di Teramo è stata ristrutturata più volte.

La sua storia iniziò tra il 1100 e il 1200 solo nella parte inferiore, il livello di mezzo venne realizzato nel corso del 1400, mentre fu l’architetto Antonio da Lodi nel 1493 a terminare l’opera con il prezioso coronamento ad ottagono.

La torre è interamente divisa in moduli sovrapposti, le epoche e gli stili differenti sono segnati da cornici marcapiano.

Sul terzo e sul quarto modulo sono poste finestre a bifora, mentre il quinto e il sesto ospitano le celle campanarie.

Di rilievo è la terrazza con torrette riccamente ornate inserita da Antonio da Lodi sulla sommità del secondo spazio campanario.

Nel mezzo della terrazza è collocato il prisma ad ottagono coronato dalla piramide che si erge sopra esso al di sopra della quale furono installate la sfera metallica e la banderuola.

La torre possiede diverse campane, ognuna di esse caratterizzata da un differente peso, una differente datazione ed una differente nota musicale.

La campana maggiore che suona solo nelle occasioni di maggior solennità religiosa e insieme alle altre in occasione della festa del patrono, è detta Aprutina, ed è opera del teramano Attone di Ruggero.

Tuttavia, in attesa degli interventi di consolidamento e restauro della torre non viene fatta suonare, questi i quali fermeranno anche al lieve inclinamento della torre stessa, accentuatosi nel corso dei secoli.

Credit immagine di copertina

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