Il convento di San Paolo a Parma

La città di Parma presenta numerose chiese che meritano di essere visitate.
Dopo aver visitato piazza Duomo con la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Battistero di Parma in marmo rosa di Verona.
Bisogna assolutamente fare una sosta al complesso monastico di San Giovanni Evangelista, al Convento di San Paolo e alla basilica della Steccata.

Il convento di San Paolo a Parma

Il monastero benedettino di San Paolo fu fondato verso l’anno 1000 dal vescovo di Parma, Sigefredo II. Il convento di San Paolo visse il suo periodo di massimo splendore tra il XV e il XVI. In questo periodo vissero le badesse Cecilia Bergonzi e Giovanna da Piacenza che ne fecero uno dei centri culturali più significativi di Parma. Infatti, Giovanna da Piacenza si oppose all’obbligo della clausura circondandosi di artisti e letterati dell’epoca.

Il monastero di San Paolo venne completamente rinnovato dalle due badesse secondo un gusto rinascimentale, che ne modificò completamente la struttura originaria.

Oggi si possono visitare gli ambienti privati di Giovanna da Piacenza a cui si può accedere da un viale alberato. Il percorso include la stanza col soffitto decorato nel 1514 da Alessandro Araldi e la Camera della Badessa di Correggio, databile al 1519. Quest’ultima è caratterizzata da un’innovativa decorazione con una volta ad ombrello che le conferisce un’illusione prospettica. In un’ala del Monastero nel 2002 è stata allestita la Pinacoteca Stuard. Mentre la chiesa del convento di San Paolo è ora sconsacrata.

La Camera della Badessa

Il soffitto della Camera della Badessa o Camera di San Paolo, venne affrescato da Correggio nel 1519.

Correggio dipinse sulla volta della camera un finto pergolato ligneo, ricoperto da della vegetazione. La decorazione parte dal centro della volta con il triplice lunare stemma della Badessa.
In ogni spicchio  si trovano sedici ovali, che sembrano delle finestrelle, da cui si affacciano dei putti intenti a giocare tra loro. Alla base di ognuno dei sedici spicchi, nei quali è diviso il pergolato, ci sono delle lunette nelle quali sono rappresentate delle figure allegoriche tratte dalla mitologia classica. Queste figure sono realizzate in monocromia, per dare l’effetto di essere delle sculture a tutto tondo.
Sulla cappa del camino, che arriva fino al soffitto, è rappresentata la dea Diana, simbolo della castità, in omaggio alla badessa Giovanna da Piacenza che commissionò l’opera al Correggio.

L’artista anche in quest’opera, come nella cupola della Cattedrale di Santa Maria Assunta e nella cupola della Chiesa di San Giovanni Evangelista di Parma, riuscì a dare al suo affresco una grande suggestione prospettica e cromatica.

Le altre due camere della badessa

Nella prima camera della badessa Giovanna da Piacenza, l’Araldi, nel 1514, propone una decorazione molto vicina ai canoni della pittura romana dell’epoca, descrivendo scene sacre e profane. Infatti, in questa camera, troviamo una volta decorata a candelabri su fondo blu, attorniata da tondi, riquadri e lunette illustrate con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

L’Araldi affrescò anche l’ultima stanzetta con una copia dell’Ultima Cena.

Il giardino del convento di San Paolo

All’interno delle mura del convento si trova il Giardino di San Paolo. Il giardino è nascosto dalle alte mura del convento di San Paolo volute dalla badessa Cecilia Bergonzi. Ad esso ci si può accedere o direttamente dalla strada o attraverso la Biblioteca Guanda.

Il parco occupa l’area della vecchia cucina del convento e dell’orto in cui si coltivavano alcune erbe medicinali. Nel XIX secolo furono aggiunti una fontana, una grotta, un gazebo ed un piccolo circuito per trenino non più visibile. Al suo interno si trova la cella di Santa Caterina, una piccola cappella con affreschi dell’Araldi. Queste  opere rappresentano delle scene della vita di santa Caterina d’Alessandria. Si possono vedere la Disputa di Caterina davanti all’imperatore Massimino e Santa Caterina e san Girolamo.

Credit immagine di copertina

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