Isola del Tino e l’origine del suo faro

L’isola del Tino, si trova di fronte al borgo di Portovenere. Da questo è separata solo da uno stretto braccio di mare chiamato “Le Bocche”.  E’ parte di un arcipelago costituito anche dalle isole Palmaria e del Tinetto. Il suo territorio fa parte del comune di Porto Venere.

Nel 1997, l’isola del Tino, insieme alle altre isole Palmaria e del Tinetto, Porto Venere e le Cinque Terre è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

L’isola del Tino

L’isola del Tino ha una superficie di 127.000 mq ed un perimetro di quasi due chilometri. Sulla sommità dell’isola sorge il faro mentre nella parte settentrionale si trova l’antico complesso monastico. La parte più occidentale è caratterizzata da un’alta falesia che la rende inaccessibile. L’unico punto di attracco è un porticciolo, che  si trova sul versante nord orientale.

isola del tino

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La flora …

Nonostante le ridotte dimensioni l’isola del Tino vanta una grande varietà di flora. Tra le principali specie vegetali possiamo trovare: il Finocchio marino, che cresce a pochi metri dal mare; la Cineraria Marittima s l’Eufobia Arborea che si trova frequentemente sull’isola raggiungendo dimensioni ragguardevoli. La peculiarità di questa pianta è di perdere le foglie nella stagione estiva per sopperire all’aridità tipica del periodo. La fioritura si ha nei mesi di Marzo e Aprile, il colore dei fiori è giallo oro. Inoltre sono presenti il Papavero Cornuto, la Ginestra, il Fico degli Ottentotti, la Valeriana Rossa, il Timo, il Mirto e Rosmarino. Importante è anche il Leccio, pianta sempreverde che può raggiungere anche i 25m di altezza.

Alla fine degli anni cinquanta, per integrare una ridotta presenza arborea causata da un eccessivo taglio durante l’ultimo conflitto, vennero trapiantati un considerevole numero di piante che ricoprono quasi la totalità della superficie.

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… e la fauna dell’isola

Per quanto riguarda la fauna il rettile più importante dell’isola è la Lucertola Muraiola. Particolare è anche il Tarantolino, è poco conosciuto, di dimensioni ridottissime che gli sono valse il primato di rettile più piccolo d’Europa ha trovato sul tino il suo habitat ideale.

Si possono trovare i gechi, molto presenti ma difficilmente osservabili a causa delle loro abitudini crepuscolari e della sviluppata capacità di mimetizzarsi.

Tra gli animali che popolano i cieli ci sono i gabbiani reali e il falco pellegrino, sicuramente uno dei rapaci più belli presenti sul territorio italiano. I gabbiani reali, molto numerosi sull’isola, nidificano a partire dalla metà del mese di Aprile. Solitamente le loro uova sono di colore verde oliva con punti più scuri, particolarità che favorisce la mimetizzazione. I piccoli sono svezzati da entrambi i genitori per circa un mese e mezzo.

San Venerio

San Venerio è nato sull’isola Palmaria ed è il patrono del golfo della Spezia. Visse in eremitaggio sull’isola sino alla sua morte, avvenuta nel 630. Esso, nelle notti buie, era solito accendere sulla sommità dell’isola un falò che serviva come punto d’orientamento per le navi di passaggio. Inoltre, una leggenda narra che il santo avesse messo in fuga un mostruoso esemplare di pesce dragone che terrorizzava i marinai, e che era dedito al salvataggio dei naufraghi con una rudimentale barca a vela.

Alla sua morte fu costruito sulla sua tomba per venerazione un piccolo santuario. Sostituito nel XI secolo un monastero benedettino. I cui ruderi sono tuttora visibili sulla costa settentrionale dell’isola.

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Grazie alla sua opera, San Venerio, nel 1961, fu proclamato protettore dei fanalisti d’Italia. Ovvero di coloro che si occupano del funzionamento dei fari marittimi.

I Genovesi, seguendo il suo esempio costruirono un torrione che venne utilizzato in seguito, nel XIX secolo, come basamento per l’attuale faro costruito sulla sommità dell’isola. Inizialmente veniva alimentato utilizzando olio vegetale e più tardi olio minerale. Nel 1884 venne costruita una seconda torre più alta ed un apparato ottico ad incandescenza elettrica ad arco voltaico. Nel corso degli anni vennero applicate ulteriori modifiche. Nel 1985 è stato automatizzato.

Quando si può visitare l’isola

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L’isola del Tino è interamente riservata a zona militare. Per questo è visitabile 2 volte l’anno. Il 13 settembre, in occasione della festività di San Venerio, quando viene trasferita la statua del santo dalla Spezia all’isola del Tino con benedizione delle barche, e la domenica successiva.

Vengono organizzati dei tour nelle acque di Isola Palmaria, Isola del Tino e Tinetto insieme a week-end in barca a vela nel Golfo dei Poeti. Anche la pesca subacquea è consentita intorno all’isola, salvo esercitazioni militari, è quindi necessario informarsi periodicamente sulle eventuali variazioni di legge.

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