La Tonnara Florio sull’isola di Favignana

La Tonnara a Favignana si trova nella Villa Florio, un edificio in stile neogotico con annesso l’ex stabilimento della Tonnara Florio.

L’edificio appena restaurato è visibile appena ci si avvicina al porto. Con i suoi trentaduemila metri quadrati, di cui i trequarti coperti, è una delle tonnare più grandi del Mediterraneo. Oggi dismessa, e adibita a museo, è stata per parecchio tempo luogo di riferimento per l’economia dell’isola, grazie alla lavorazione del tonno.

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La visita alla Tonnara Florio

La Tonnara Florio è rimasta chiusa dal 2003 al 2009 per restauro. Oggi adibita a museo, ha dato lavoro a più di cinquecento persone fino al 1980.

Durante la visita è interessante conoscere la modalità della pesca ed il processo di confezionamento del tonno in tutte le sue fasi, anche attraverso le testimonianze delle persone che hanno lavorato nello stabilimento fino alla sua chiusura.

Al suo interno è possibile visitare il museo che ti farà fare un balzo indietro nel tempo, immergendoti della storia e nella cultura delle Egadi. Una parte attrezzata con sale multimediali in cui è possibile vedere dei filmati storici e sulla mattanza del tonno donati dall’Istituto Luce.

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Nelle altre sale sono presenti mostre fotografiche ed esposizioni di attrezzature e reperti storici come imbarcazioni originali, reti da pesca, scatolette in cui veniva confezionato il tonno. Tra è visibile anche la “fiasca del pellegrino” risalente al XV sec. contenente del vino e ritrovata nei pressi del Bue Marino, assieme a numerose anfore di diverse epoche.

La storia della Tonnara di Favignana

I Florio erano una ricca famiglia con a capo l’industriale Ignazio Florio che acquistò le isole Egadi a metà del 1800 dalla famiglia Pallavicini. Edificata nel 1859, la Tonnara rimane oggi uno dei simboli di Favignana. Ignazio affidò i lavori all’architetto Giuseppe Damiani Almeyda che ampliò e ristrutturò la tonnara, costruendo lo stabilimento per la conservazione del tonno. La famiglia Florio ha introdotto, in quegli anni, il metodo della conservazione del tonno in scatolette di latta sott’olio dopo la bollitura.

Con la costruzione della Tonnara incentivò la pesca e la commercializzazione del tonno che ebbe molto successo sia sui principali mercati nazionali che stranieri. Questo permise allo stabilimento Florio, anche dopo il fallimento dei suoi finanziatori, di rimanere attivo passando nei primi anni trenta, prima tra le aziende di proprietà dell’IRI, e nel 1938 nelle mani degli imprenditori Parodi che ancora oggi gestiscono le attività con il marchio Tonnare Florio.

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Nel 1991 lo stabilimento fu acquistato dalla Regione Sicilia. Nel 2003 vennero iniziati i lavori di ristrutturazione avviati dai tecnici della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani, conclusi nel 2009 facendone uno splendido esempio di architettura industriale. Come testimonianza dell’importanza che Ignazio Florio ebbe per l’isola in una delle piazzette del borgo di Favignana si trova una statua che lo raffigura.

Il metodo di pesca e di conservazione del tonno

La pesca del tonno rappresentava l’unica forma di sostentamento per la maggior parte degli isolani. Il rito della mattanza avveniva con sistemi di reti integrate, a formare dei canali per convogliare i flussi di tonni migratori in cerca, nel mese di Maggio, dell’habitat ideale per la riproduzione.

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I Florio introdussero il metodo della conservazione del tonno in scatolette di latta sott’olio dopo la bollitura. Il tonno veniva tagliato a pezzi e cotto in 24 grandi caldaie, ancor oggi visibili. Successivamente veniva posto ad asciugare. In un altro locale si effettuava la lavorazione delle latte, mediante utilizzo di macchine e saldatrici. All’Esposizone Universale del 1892 la Tonnara Florio presentò anche innovative scatolette di latta con apertura a chiave.

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