Portovenere: l’antico borgo dei poeti

Porto Venere o Portovenere è un piccolo comune in provincia di La Spezia. E’ famosa per le sue bellezze: il vecchio castello, case e chiese antiche, pittoresche isole con tante grotte.

Porto Venere dal 1997, insieme alle Cinque Terre e alle isole Palmaria, Tino e Tinetto fa parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Dal 2001 è sede dell’omonimo Parco Naturale Regionale.

Il nome del borgo Portus Veneris, deriva da un tempio dedicato alla dea Venere Ericina. Si trovava sulla punta del promontorio, dove adesso sorge la chiesa di San Pietro. Il nome deriva dal fatto che, secondo la tradizione, la dea era nata dalla spuma del mare. Abbondante proprio sotto quel promontorio, dove le onde si infrangono con violenza tra gli scogli.

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La storia di Porto Venere

Le origini del comune di Porto Venere risalgono all’età romana. In epoca Cristiana Portovenere e le sue isole furono colonizzate dai monaci benedettini di cui possiamo ammirare ancora i resti architettonici.

Le prime tracce di insediamento urbano, risalgono al XI secolo quando divenne possedimento feudale dei signori di Vezzano. Fu poi ceduta alla Repubblica Marinara di Genova, che già nel 1113, aveva edificato un castello sulla punta meridionale del promontorio, di fianco alla chiesa di San Pietro. Sempre nello stesso periodo genovese venne costruita la chiesa di San Lorenzo e il borgo nuovo. Sotto il dominio genovese, Portovenere divenne un avamposto militare, di particolare importanza durante le lotte tra Genova e Pisa per il dominio sul Mar Tirreno Settentrionale.

Porto Venere fu un borgo fortezza fini a quando nel 1494 fu bombardato e saccheggiato dagli Aragonesi. Sempre al dominio di Genova si devono le successive fortificazioni nel territorio di Porto Venere: la batteria di San Francesco e il forte di Sant’Ambrogio.

In seguito, con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte, Portovenere entrò nel Dipartimento del Golfo di Venere, con La Spezia capoluogo, all’interno della Repubblica Ligure.

Il borgo di Porto venere ritrovò il suo splendore già tra L’Ottocento e il Novecento, quando poeti come Byron e Shelley ne decantarono la bellezza. Divenne un luogo di villeggiatura apprezzato ed  è ancora oggi una meta turistica di punta del panorama spezzino e ligure.

Cosa vedere a Porto venere

Chiesa di San Pietro

La chiesa di San Pietro, arroccata sulla punta del promontorio, è la prima cosa che colpisce i turisti. A prima vista sembra un grande castello fortificato con torri e grandi muri antichi, ma in verità è una chiesa molto bella e vecchia.

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Consacrata ufficialmente nel 1198, nel XII venne aggiunto il campanile e un’estensione in stile gotico con fasce di pietra bianca e nera. La chiesa originaria risale al V secolo, con pianta rettangolare e abside semicircolare. Due archi a tutto sesto mettono in comunicazione questo spazio con la chiesa gotica. Quest’ultima a sua volta ha il tetto in legno strutturale ed il presbiterio è diviso in tre cappelle, coperto da volte ad ogiva ed a crfociera, impostate su pilastri polistili. La chiesa è circondata da fortificazioni con archi che incorniciano la costa.

La chiesa di San Pietro è il “cristiano tempio” citato da Eugenio Montale in una suggestiva poesia, dedicata a Porto Venere.

Là fuoresce il Tritone
dai flutti che lambiscono
le soglie d’un cristiano
tempio, ed ogni ora prossima
è antica. Ogni dubbiezza
si conduce per mano
come una fanciulletta amica.

Là non è chi si guardi
o stia di sé in ascolto.
Quivi sei alle origini
e decidere è stolto:
ripartirai più tardi
per assumere un volto.

Portovenere, Eugenio Montale

Chiesa di San Lorenzo

La chiesa fu eretta tra gli anni 1118 e 1130 quando Portovenere divenne parte della Repubblica di Genova. Costruita in stile romanico, in un luogo dove in antichità sorgeva probabilmente un tempio dedicato a Giove.

Nel 1340 vi si sviluppò un incendio che danneggiò la struttura, mentre nel 1494 venne parzialmente distrutta dall’incursione e dalle cannonate degli aragonesi. Per tali motivi la chiesa fu sottoposta a continui restauri in un periodo che va dal 1494 al 1582.

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Nella chiesa è conservato il quadro della Madonna  Bianca. Secondo una leggenda, fu portata a Porto Venere dal mare e qui il 17 agosto del  1399 fu miracolosamente trasformata nella sua forma attuale. Il miracolo si celebra ogni 17 agosto con una processione. La chiesa è anche famosa come Santuario della Madonna Bianca.

Il Culto della Madonna Bianca, secondo una leggenda, è legato a un evento miracoloso successo a Portovenere nel 1399. A Porto Venere, durante l’occupazione francese si diffuse la peste. Così un paesano di nome Lucciardo chiese davanti ad un’immagine raffigurante la vergine Maria, la grazia per il borgo. A quel punto i colori del quadro si illuminarono splendendo. L’epidemia di lì a poco cessò. Vedendo nello strano fenomeno un probabile evento miracoloso, il dipinto fu trasportato nella vicina chiesa di San Lorenzo dando inizio alla devozione dei fedeli verso l’immagine e verso la Madonna Bianca, patrona della comunità.

Castello Doria

Bellissimo castello situato su un’altura rocciosa fu costruito nei secoli XII-XIV (la data esatta di edificazione non è stabilita). Il castello apparteneva alla famiglia Doria che ebbe un ruolo importantissimo nella vita della Repubblica di Genova.

Il castello venne costruito sui resti di una precedente fortificazione. Di quest’ultima si ha notizia da alcuni registri notarili risalente al 1240 e da alcuni versi del poeta Ursone da Vernazza del 1242. Nel corso del tempo l’evoluzione delle tecniche militari hanno comportato notevoli modifiche sia nel suo assetto esteriore sia nella disposizione degli interni.

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Il forte ha una pianta a forma di pentagono da cui sporgono tre bastioni. La struttura è composta da due blocchi distinti posti uno sopra l’altro lungo le pendici del colle. Il corpo basso si affaccia sul borgo sottostante. Il corpo alto, di età cinquecentesca, dove si trova la “Sala  della Ipostila”, il cui nome deriva dalla sua struttura simile agli antichi templi votivi con soffitto e tetto piatto sostenuto da colonne in pietra. Più in alto si trova la Casa del Castellano, dove nel cinquecento abitava il Capitano del Popolo. Delle caserme che ospitavano l’imponente guarnigione non è giunto nessun resto. Importante anche la parte più elevata del castello che chiude ai due lati i resti della rocca con camminamenti e feritoie.

Sfruttato per secoli dai Genovesi come fortificazione difensiva per la città e come ponto di osservazione per i traffici marittimi. Il castello, passato sotto il dominio francese, durante il periodo Napoleonico venne usato come prigione politica.

Dal castello Doria si gode uno sguardo stupendo sulla città e sulla chiesa di San Pietro. Attualmente è sede di numerose mostre d’arte e convegni nazionali e internazionali.

Il castello è diventato ecosostenibile. Infatti, sono stati istallati nelle sue mura dei pannelli fotovoltaici praticamente invisibili, chiamati “Solar Flags”, per la loro forma simile a una bandiera. Questi riescono ad accumulare energia utile all’illuminazione notturna delle stesse mura.

Il castello è completamente accessibile per le visite turistiche, non dimenticate di vistarlo!

I Mulini

Tra la chiesa di San Pietro ed il castello Doria si sono conservati i resti di due costruzioni cilindriche. Sono i resti delle torri di avvistamento, costruite lungo la riva per poter vedere in anticipo l’attacco del nemico. Un tempo vennero usate  anche come mulini a vento.

Il centro storico di Portovenere

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Nel centro storico di Portovenere si entra attraverso la sua antica porta. Via Cappellini, sulla quale si trovano tantissimi negozi e ristoranti, fu costruita nel 1113 mentre la vicina torre fu costruita nel 1161. Questa via principale, è parallela alla costa e conduce alla spianata di San Pietro. La parte interna del paese è  collegate da scalinate ripide e voltate, chiamate “capitoli”.

Queste edificazioni antiche insieme alle vecchie case e le strette vie della città vi portano indietro di quasi mille anni. È un luogo meraviglioso!

La Palazzata a mare

Sono le tipiche case color pastello che si vedono arrivando dal mare, che si affacciano sul piccolo porticciolo. Case alte, attaccate e strette dove predominano il giallo e il rosso con le persiane sempre verdi.

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Una catena di case tutte simili ma nello stesso tempo diverse, di tipo romanico-genovese. Solo verso l’estremità occidentale si distingue la casa dei “D’Oria”, con le arcate a sesto acuto, di tipo toscano. A prima vista sembra che non ci sia niente di particolare, ma queste case sono davvero speciali. Dietro le case c’è una roccia e sembra che esse siano fissate sulla roccia ed appese sopra il mare.

La Grotta di Byron

Tra i luoghi naturali del territorio di Porto Venere celebri sono le grotte Byron (cala dell’Arpaia), Azzurra (semi sommersa) e del Tinetto; la cavità dei Colombi e la parete del Tino; la secca di Dante e le cale Piccola e Grande. La grotta Byron – dal nome del poeta inglese George Gordon Byron, che in questo luogo traeva ispirazione e meditazione per le sue opere letterarieè situata presso lo sperone di roccia sottostante la chiesa di San Pietro e l’antica postazione difensiva; la cavità marina ha una profondità minima di cinque metri e una massima di venti lungo il fianco.

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